Libertinismo in pillole

Rolandina, la prima transgender viveva a Venezia

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Rolandina, la prima transgender viveva a Venezia

Nella Venezia del ‘300, la tragica storia di Rolandina, condannata a morte per aver scelto di essere ciò che veramente era.

Oggi è la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia. Noi la dedichiamo a Rolandina, prima transgender nota dell’epoca moderna, condannata a morte nel 1354 per aver scelto di essere ciò che dentro sé sentiva di essere: una donna. Così doveva ritenerla anche chi non ne conosceva il passato: tutto nel suo aspetto era femminile, dalla dolcezza dei lineamenti alla naturalezza del seno… eppure Rolandina era nata a Roncaglia (PD) col nome di Rolandino ed ebbe anche una moglie. Rimasto vedovo a causa della peste ebbe modo di sperimentare i primi rapporti omosessuali a Padova e infine, a Venezia, mutò il nome in Rolandina. Di giorno si manteneva vendendo uova, e la sera come molte altre ragazze di Rialto, integrava la miseria col mestiere. Per 7 anni Rolandina fu semplicemente Rolandina, quando fu scoperta, interrogata, torturata, negò che alcuno dei suoi clienti si fosse mai accorto del suo segreto. Difficile da credere? In un’epoca che condannava la sodomia attiva ancor più duramente di quella passiva, la bugia, se di bugia si tratta, salvò molti uomini dalla pira. Non Rolandina, che morì arsa viva, umiliata perfino nella costrizione di presentarsi sul rogo vestita da uomo.
La vicenda di Rolandina è stata portata alla luce da Guido Ruggiero in Sexual criminality in Early Renaissance: Venice 1338-1358, “Journal of social history“, VIII 1974-1975. Da allora è stata ripresa in molti altri testi, da vari autori.

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