Rassegna Stampa

La mia intervista su “Direction Italie”

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La mia intervista su “Direction Italie”

Il magazine francese “Direction Italie”, nel suo numero 24, ha dedicato uno speciale al Carnevale di Venezia a cura di Lucie Tournebize che mi ha intervistato per i miei tour di Venezia Libertina. 

TRADUZIONE IN ITALIANO

Manuel Meneghel, ideatore di Venezia Libertina Manuel Meneghel, ideatore di Venezia Libertina “Venezia non ha mai smesso di mascherarsi”

Nato sulla terraferma, ma stabilitosi nella città lagunare, Manuel Meneghel, guida professionista di mestiere, esplora le inclinazioni libertine della Serenissima. Sotto la sua guida i visitatori approfondiscono la storia segreta del carnevale, vanno alla scoperta del mondo della prostituzione, o anche della storia gay di Venezia. 

Perché hai creato Venezia Libertina?

La mia formazione è soprattutto culturale. Quando ho deciso di diventare una guida turistica, volevo fare qualcosa di nuovo. Io ho scelto il filo rosso del libertinismo, perché mi permette di approfondire la storia della sessualità, dei legami affettivi e quindi la storia sociale della città. Era anche un modo per collegare le mie due
passioni, per la letteratura libertina e per la ricerca in archivio, dove troviamo un universo di informazioni sulla vita intima e privata delle famiglie.

Offri tour lontano dagli stereotipi. Associare Venezia al libertinismo non è un luogo comune?
La Venezia libertina è una realtà, e se non fosse esistita, non sarebbe nemmeno diventata così celebre! È un mondo fatto di miti, di sogni. Possiamo lasciarlo lì o avventurarci oltre per approfondire e comprendere l’eredità che ci ha lasciato. Una parte delle nostre libertà di oggi sono le eredi del libertinismo veneziano. Le mie visite si rivolgono ad un pubblico desideroso di andare oltre i cliché, sia nei temi più generali, come questo tour dedicato al personaggio di Casanova, o più di nicchia, come quello dedicato alla sessualità nei conventi.

Come ti approcci al Carnevale di Venezia durante le tue visite?

La morfologia della città richiede di superare l’ordine cronologico, ma attraverso questo tour copriamo tutti gli aspetti importanti nella storia del carnevale, dalle origini e dal Rinascimento agli splendori del XVIII secolo. Era una festa che aveva una funzione molto diversa da quella odierna: oggi il carnevale di Venezia ci aprirebbe sicuramente molto violento. Ad esempio, uno dei giochi del carnevale carnevale consisteva nell’uccidere una gatta a testate, un altro nel tirare il collo di un’oca appesa ad un balcone… e poi ovviamente affrontiamo la questione della maschera, forse la forma più antica del travestitismo, che accompagna l’umanità
fin dall’alba dei tempi. Venezia non hai smesso di nascondersi: oggi, l’overturismo agisce un po’ come una maschera che consente una certa forma di invisibilità.

Cosa pensi del tema del Carnevale del 2025, che dovrebbe ispirarsi all’amore e alla figura di Casanova, di cui si celebrerà il 300° anniversario dalla nascita?

Trovo bello che venga associato l’amore romantico a Casanova, che fu certo seduttore, ma anche sincero innamorato. Certo in realtà, nelle sue Memorie, troviamo più
riferimenti al cibo che alle donne. Anche lì vedo un parallelo con il carnevale, che è tempo di festa e di bevute – il peccato della gola è d’altronde più potente del peccato della carne. Questo in qualche modo rivive anche oggi, basti pensare alle frittelle, e a quegli eccessi del cibo durante i festeggiamenti.

Tra le tue visite, c’è una Venezia “Queer” che emerge. In che modo questo termine anacronistico si applica alla Venezia del passato? Venezia è la città di tutti gli amori?

In effetti, uno dei tour che propongo si chiama “Venezia Sodomissima“, un riferimento al termine “sodomiti” che veniva utilizzato nei verbali di processo per riferirsi agli omosessuali. In queste fonti possiamo certamente leggere le ammissioni di colpa da partedegli accusati, ma anche le rivendicazioni delle loro relazioni e delle loro scelte di vita. Queste pretese di legittimità si inseriscono in  un contesto culturale veneziano che ha consentito questo tipo di prese di posizione. Nonostante l’omosessualità fosse punibile con la morte per rogo, troviamo in alcuni palazzi veneziani forti richiami agli antichi miti omosessuali. È il caso di Palazzo Grimani, residenza del XVI secolo, dove troviamo Ganimede, l’amante di Zeus, rappresentato in molti modi: negli affreschi, nello statuario… questo non significa necessariamente che il proprietario fosse omosessuale, ma che l’omosessualità benché condannata dalla legge, potesse, in alcuni circoli, essere valorizzata in altro modo.

È online il programma di carnevale di Venezia Libertina 2025!

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